NUOVE POSSIBILITĀ DI CURA PER CHI SOFFRE DI RETINITE PIGMENTOSA
Corriere della Sera, 5/12/2000
Una nuova tecnica chirurgica inventata
dal medico cubano Orfilio Pelāez Molina, direttore del centro internazionale
per la retinite pigmentosa dell'Avana, sarā presto sperimentata in Italia, a
Bologna (ospedale Sant'Orsola), a Roma (clinica oculistica dell'universitā di
Tor Vergata) e a Sassari (clinica oculistica dell'Universitā).
L'intervento non ha la pretesa di guarire la retinite, come ha annesso lo stesso
Pelāez, ma sui 15.000 pazienti operati dal 1987, il 75% ha potuto riscontrare
lo stop della progressione della malattia, il 16 ha avuto un miglioramento del
campo visivo e solo il 9% non ha avuto cambiamenti della propria condizione.
L'intervento compiuto dal medico cubano consiste nell'inserire nell'occhio un
tessuto in grado di ritardare la degenerazione delle cellule della retina, la
membrana fondamentale per la visione.
Questo tessuto č un peduncolo del tessuto adiposo dei muscoli dell'orbita, introdotto
attraverso un'incisione della sclera (il "bianco dell'occhio"), lasciandolo
attaccato al suo tessuto d'origine per poterlo alimentare.
Il tessuto č in grado di produrre fattori di crescita che, grazie al contatto
con i tessuti della retina, ne bloccano la degenerazione.
L'intervento č efficace quanto prima viene eseguito, purtroppo, come ha ricordato
Palāez, la diagnosi della retinite pigmentosa avviene spesso ad uno stadio avanzato
e i malati arrivano dal chirurgo troppo tardi.