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LA PREVENZIONE IN OFTALMOLOGIA 15/01/00
Oggetto dell'oftalmologa
è la vista, uno dei beni più importanti per l'uomo e fondamentale nel suo rapporto
con l'ambiente. In quest'ottica, l'oftalmologia occupa da sempre un posto di
primissimo piano nell'ambito della medicina preventiva in quanto molte malattie
dell'occhio possono essere prevenute e curate. Già nel secolo scorso, in Inghilterra
e nel Centro Europa, furono condotte le prime indagini di massa sulle popolazioni
scolastiche per valutare l'incidenza dei vizi refrattivi, scoprendo così l'altissima
prevalenza della miopia. Dagli studi condotti tra gli studenti del Granducato
del Baden, si osservò che nelle scuole inferiori un allievo su cinque era miope,
mentre in quelle superiori il rapporto aumentava progressivamente (fino a 1
ogni 2). Alla fine dell'800 fu possibile dimostrare inequivocabilmente che il
numero dei miopi era tanto maggiore quanto più alto era il livello di scuola
frequentata, che all'interno della stessa scuola esso cresceva progressivamente
dai corsi inferiori a quelli superiori e che, infine, con esso aumentava di
pari passo il grado di miopia. Gli oftalmologi di quell'epoca non si limitarono
soltanto alla prevenzione secondaria, ma affrontarono anche i problemi posti
da quella primaria: individuarono regole e norme per la costruzione degli edifici
scolastici, per il tipo di illuminazione, per i caratteri dei libri di testo
ecc. Molte di tali regole mantengono tutt'oggi la loro validità.
Oltre ai vizi refrattivi, numerose sono le malattie dell'occhio ad ampia diffusione
e con forte carattere invalidante: glaucoma, degenerazione maculare senile,
cataratta, retinopatia diabetica, patologie vascolari retiniche, strabismo,
ambliopia. Negli anni '60 e '70 alcune di queste patologie sono state ufficialmente
riconosciute, con decreto ministeriale, come malattie sociali per il loro carattere
invalidante, implicando con ciò l'intervento economico dello Stato nel finanziamento
della ricerca e della prevenzione.
Con la riforma dei Servizi Sanitari del 1978 la prevenzione occupa un posto
di primo piano nell'ambito della sanità pubblica grazie alla ricezione delle
direttive dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: "La sanità pubblica è la
scienza e l'arte di prevenire le malattie, prolungando la vita e favorendo la
salute e l'efficienza fisica mediante
Misure comunitarie organizzate nei riguardi della salute pubblica
Educazione dell'individuo ai principi dell'igiene personale
Organizzazione dei servizi medici ed infermieristici per la diagnosi precoce
ed il trattamento preventivo delle malattie
L'incremento di un'organizzazione sociale che deve assicurare ad ogni individuo
nella comunità uno standard di vita adeguato per il mantenimento della salute".
Dopo vent'anni, oltre al pronunciamento di principi ed al proponimento di obiettivi
lontani, poco è stato fatto a livello di sperimentazione e di attuazione sul
territorio a causa degli alti costi richiesti dalla medicina preventiva, certamente
al di sopra delle possibilità offerte dalle casse pubbliche. Oggi, purtroppo,
si parla sempre meno di prevenzione, specie nell'ambito della Sanità Pubblica.
E' necessario, quindi, portare all'attenzione dei legislatori tutto ciò che
è possibile fare a livello preventivo, considerando altresì che i costi delle
ricadute per terapie di patologie conclamate sul singolo individuo e sulla società
nel futuro, sono di maggiore peso economico rispetto a quanto si dovrebbe investire
con azioni di prevenzione mirata sulle diverse malattie ( strabismo, diabete,
ipertensione, ecc.).