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LA CATARATTA: MALATTIA "MONDIALE" DELLA VISTA 15/04/00
La cataratta è la
progressiva opacizzazione del cristallino che ostacola il passaggio della luce
necessaria per una visione nitida.
La cataratta compare prevalentemente dopo i cinquant'anni, ma alcune possono
essere presenti addirittura sin dalla nascita (cataratta congenita), altre possono
insorgere in seguito a ferite o traumi, a causa di malattie o a causa di instillazione
locale di farmaci.
Il disturbo più comune è l'annebbiamento della vista; infatti si verifica un
calo visivo, oppure possono verificarsi dei fastidi alla luce, sensazioni di
sdoppiamento delle immagini e anche la comparsa o l'aumento della miopia.
Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), la cataratta risulta essere
una delle maggiori cause della cecità legale nei paesi industrializzati, mentre
è la causa principale in quelli in via di sviluppo.
Si sottolinea l'importanza che un deficit della vista provoca in un cittadino
di un paese ricco (Europa, USA), rispetto ai paesi del terzo mondo.
Nei paesi poveri la condizione di cecità transitoria risolvibile con un intervento
chirurgico, rimane, per le condizioni socioeconomiche molto deboli, causa di
invalidità permanente, spesso causa di morte, per chi come il contadino indiano
non riesce più a gestire la propria attività di agricoltore.
Nei paesi industrializzati, il paziente non ha tali problemi.
Vi sono solo delle differenze di approccio tra USA ed Europa. Difatti in Europa
si privilegia operare in pazienti sopra i 70 anni, mentre negli USA si interviene
alla soglia del problema, quindi verso i 55-60 anni.
La cataratta può anche essere di natura genetica, sembra infatti che vi sia
una predisposizione ereditaria per tale patologia. Può anche essere legata all'assunzione
di determinati farmaci, a determinate malattie. Può anche essere presente sin
dalla nascita, in questo caso si tratta di cataratta congenita, oppure può insorgere
in seguito a ferite o traumi.
I fattori ambientali sembrano essere le cause principali della cataratta senile,
in quanto la gente vi è esposta in modo continuativo.
Nel mondo antico, soprattutto in quello Egizio, il problema della cataratta
era affrontato andando a "lussare" il cristallino all'interno del vitreo .
Questo poteva permettere uno scarso recupero visivo, ma in molti casi si arrivava
alla cecità totale a causa di complicanze in endoftalmiti, distacco della retina,
ecc.
All'inizio del 1900 si praticava una tecnica chiamata ICCE, dove veniva effettuata
un'ampia incisione dalla quale veniva estratta la lente. Dai primi anni 80 si
è passati ad un'altra tecnica più moderna, chiamata ECCE, dove l'incisione corneale
era di pochi millimetri e il cristallino veniva sostituito con uno artificiale.
In questi ultimi anni si è passati alla tecnica di FACOEMULSIFICAZIONE, dove
con l'avvento di strumenti altamente tecnologici si ha la possibilità di fare
un'incisione minima di circa 3 mm, attraverso la quale viene inserita la sonda
del facoemulsificatore che va a frantumare attraverso gli ultrasuoni il cristallino
catarattoso, quindi viene inserito quello artificiale.
Con quest'ultimo metodo di intervento chirurgico, il recupero visivo è veloce:
24 ore quello ottimale fino al massimo del recupero entro 7 giorni.
Ormai questo tipo di intervento viene fatto in regime di Day Surgery, e la dimissione
del paziente può essere effettuata entro un paio di ore dall'intervento. Il
giorno successivo viene fatto un primo controllo che vede l'eliminazione della
benda.