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LE COMPLICANZE RETINICHE
DELLA CHIRURGIA DELLA CATARATTA POSSONO ESSERE TRATTATE
Dott. Luigi Fusi - oculista
15/09/00
Una varietà di complicazioni retiniche possono seguire la chirurgia della
cataratta e molte possono essere trattate se prontamente diagnosticate, come
dice il Dr. Blumenkranz (USA). Il Dr. Blumenkranz ha notato che ogni paziente
con più di una microscopica quantità di nucleo o dislocazione posteriore di
lente in camera vitrea dovrebbe essere trattato, poiché questo materiale può
causare complicazioni all'apparato visivo come uveiti e glaucoma. Il trattamento
per questi pazienti, così come per le complicazioni ottiche associate alle IOL
sublussate, implica spesso l'uso di perfluorocarbone liquido per far emergere il
materiale dislocato. Nel nostro periodo, dove le lenti sono generalmente fissate
nel sacco è evidente che queste devono essere rimosse e riposizionate con uno
strumento appropriato, quando siano sub-lussate. Le complicazioni da emorragie
retiniche nella chirurgia della cataratta non sono molto comuni, ma il Dr.
Blumenkranz ha notato che esiste ancora un certo numero di occhi con distacco
coroideale emorragico. Ha notato che queste emorragie possono essere drenate,
con buona possibilità di riuscita, facendo una incisione 3 mm dietro il limbus.
In riferimento alle complicazioni retiniche da trazione, vi sono studi che
dimostrano che l'estrazione della cataratta continua ad essere un fattore di
rischio per il distacco retinico. Il rischio rimane sia effettuando una
capsulotomia sia non effettuandola, oppure se ci sono altre complicazioni, come
la perdita di vitreo. In base a tali studi, dopo dieci anni i pazienti
sottoposti a chirurgia della cataratta hanno maggiore probabilità di sviluppare
distacchi retinici rispetto ai pazienti fachici. Tuttavia, la capsulotomia YAG
laser predispone ulteriormente al distacco retinico. Secondo gli studi
effettuati il rischio di distacco retinico permane per un periodo di 36 mesi dal
trattamento laser. Quindi, quando si deve fare chirurgia della cataratta bisogna
farla nel miglior modo possibile, cercando di lasciare la capsula intatta.
Queste precauzioni vanno prese soprattutto per i pazienti con miopia assiale
poiché sono maggiormente a rischio per queste complicazioni, secondo il Dr.
Blumenkranz e molti autori tanto americani che europei. Le complicazioni
retiniche includono l'edema maculare della cistoide (CME), l'esacerbazione della
retinopatia diabetica, la sindrome ipotonica della maculopatia e il distacco
sieroso della coroide. Tutte queste complicazioni possono verificarsi dopo la
chirurgia della cataratta. La retinopatia diabetica è un altro fattore di
rischio per il CME; può peggiorare la retinopatia diabetica se questa è
presente in modo lieve. L'abilità di distinguere il CME pseudofachico dalla
classica retinopatia diabetica è il punto principale per determinare il
trattamento per questi pazienti. Un trattamento ottimale per edema maculare
pseudofachico diabetico, secondo alcuni studi, sembra consistere nella
fotocoagulazione laser più NSAID. Secondo tali studi la migliore acuità visiva
si raggiunge entro sei mesi dopo la chirurgia della cataratta seguita da tale
trattamento laser. Per pazienti senza fattori di rischio che sviluppano
manifestazioni di CME associati a perdita di acuità visiva di due o più
decimi, il Dr. Blumenkranz raccomanda di effettuare una fluorangiografia per
cercare le cause di tale condizione, oltre la chirurgia della cataratta.
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