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Finalmente gli ipovedenti amanti della lettura sono in grado di
prendere in mano un libro senza fatica. È stata presentata
al mercato nazionale di "Corposedici", collana a grandi caratteri
edita da Punto di Fuga, in coedizione con Iridea, una cooperativa
sociale di disabili della vista. Sarà anche un'occasione per conoscere
il primo volume che fa parte di "Corposedici": "Gicka Pernice"
di Alberto Secci, scrittore cagliaritano di 62 anni.
L'obiettivo, nell'arco di un biennio, è quello di costruire una
piccola biblioteca di libri italiani e stranieri, editi e inediti,
stampati a grandi caratteri L'impostazione grafica del testo e
le caratteristiche tecniche dei volumi sono state definite in
stretta collaborazione con i responsabili dei Centri di consulenza
tiflodidattica della Biblioteca Nazionale Ciechi. Questo è il
motivo della iniziativa della Punto di Fuga editore: caratteri
di stampa troppo piccoli, le righe troppo vicine l'una all'altra,
i margini sempre più esigui che opprimono il testo, la bassa qualità
della carta spesso rendono illeggibili le pagine di un comune
libro e diventano motivo di non lettura, una vera e propria barriera
culturale, da parte di chi conservi un modesto residuo visivo.
Ma chi sono gli ipovedenti? Gli anziani, prima di tutto e sempre
più numerosi. Il progresso sociale e medico-scientifico oggi ci
permette di vivere più a lungo, certo, ma non possiamo pretendere
di conservare in perfetta efficienza le nostre capacità sensoriali,
prima fra tutte la vista.
Se è vero, però, che la senescenza alimenta la crescita del fenomeno
dell'ipovisione, è altrettanto vero che sempre più spesso giovani
e giovanissimi vengono colpiti da gravi patologie che riducono,
a volte in maniera irreversibile, le loro capacità visive.
L'accesso alla comunicazione scritta costituisce uno dei principali
handicap degli ipovedenti. In Italia, i sussidi didattici e i
prodotti librari specifici per gli ipovedenti sono pochi e comunque
insufficienti a soddisfare una domanda in costante crescita.
I libri a grandi caratteri, per esempio, molto diffusi negli Stati
Uniti e in alcuni paesi europei, nel nostro Paese ancora stentano
a decollare. Si tratta di libri che richiedono maggiori costi
di produzione in quanto devono necessariamente rispettare alcuni
parametri (tipo e dimensioni del carattere, interlinea, qualità
della carta, ecc.) riconosciuti dai principali organismi mondiali
e nazionali che si occupano di questo problema: il carattere di
stampa, sempre chiaro e definito, ha una dimensione non inferiore
ai 16 punti tipografici, di gran lunga superiore alla media; l'interlinea
separa sempre in maniera adeguata una riga dall'altra; i margini
sono abbastanza ampi da non opprimere la pagina; la carta è sottile
ma di alto spessore.
Per "Gicka Pernice", primo volume della collana "Corposedici",
ad esempio, è stato adottato il carattere della famiglia Arial
in corpo 20 su un'interlinea di 26 punti tipografici.
Maria Carrozza
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